Pubblicato 2024-09-09
Come citare
Abstract
Sulla base di numerose pubblicazioni viene discussa la resistenza dei ceppi Leverkusen di Tetranychus urticae. Confrontando le caratteristiche del ceppo N rispetto al ceppo R, originati dalla stessa specie genetica, il ceppo N ha rivelato: una maggior predisposizione all'ovideposizione; una più lunga durata di vita; uno sviluppo da uovo ad adulto più favorevol,e; rapida evoluzione; muta positiva della teliocrisalide allo stadio di adulto; voracità; resistenza alla denutrizione. Una minore adattabilità si è dimostrata essere la causa della reversione da resistente a normale. Una osservazione indiretta pone in evidenza la base genetica della resistenza: i ceppi R mostrano curve poco profonde e linee LDP spezzate. Dalla selezione del ceppo N risulta un aumento del LCo solo dopo 9 generazioni, ad una pressione di selezione dell'80 % . Sembra esistere una correlazione diretta negativa tra livello di resistenza e riduzione dell'adattabilità e tutti questi fatti rendono improbabile la responsabilità di un solo fattore principale. D'alitra parte vi sono parecchi geni resistenti nel c1eppo Leverkusen R. Incroci tra N e R hanno fornito una F, con linea LDP intermedia fra quelle dei genitori. L'incrocio continuato con N e la simultanea selezione nelle generazioni F al 50 % portano ad una riduzione della resistenza del tutto normale. Il complesso dei geni R può esse11e scisso in due gruppi distinti dopo 5 generazioni: il ceppo risultante mostra una curva a gradini, causata dalla reazione delle due classi al veleno. Ovviamente le due classi sono formate dagli elementi omo- ed eterozigoti di un unico gene di resistenza. Il livello di resistenza generalmente più basso nei ceppi riprodotti rispetto al ceppo R può essere spiegato con una perdita dei geni R, che vengono resi omozigoti dalla riproduzione in consanguineità e che conducono alla perdita dei loro vettori. Conseguentemente si deve fare una discriminazione tra un unico fattore per R che può diventare omozigote e altri fattori che portano alla infecondità quando divengono omozigoti. Ceppi omozigoti rispetto ad un singolo fattore principale di resistenza morirono dopo 7 generazioni dall'arresto della riproduzione in consanguineità, in due esperimenti analoghi. Apparentemente gli omozigoti sono competitori più deboli degli eterozigoti quando vengono allevati insieme, poiché questi ultimi aumentano di numero a spese dei primi. Le differenze fra i risultati sopracitati e quelli ottenuti da altri AA. operanti con gli stessi ceppi vengono poste in discussione e può darsi il caso che risultati contrastanti siano dovuti all'impiego di un ceppo R reversibile. In tal caso la “ resistenza di fondo ” dei ceppi R originari potrebbe essere andata perduta e sia rimasto un unico fattore per R. Una analisi genetica della resistenza deve risultare perciò dall'interpretazione di un solo gene.