V. 1: Serie 2. 1957-1958
Articoli

Le Cicaline italiane della Vite

Carlo Vidano
Istituto di Entomologia della Università di Torino

Pubblicato 2024-08-26

Come citare

Vidano, C. Le Cicaline italiane della Vite. Bollettino Di Zoologia Agraria E Bachicoltura, 1, 61–115. Recuperato da https://riviste.unimi.it/index.php/bzab/article/view/25329

Abstract

RIASSUNTO

Vengono presi in considerazione i Tifiocibidi viventi sulla Vitis vinifera in Italia. Alla luce delle conoscenze attuali si esaminano criticamente le ·passate citazioni in proposito dei vari Autori. Con l'appor.t.o di reperti originali, si discriminano le specie ampelofaghe abituali da quelle occasionali nonchè da altre non legate alla Vite, ma finora considerate tali. Si dànno le descrizioni delle specie interessate (stabilendo nuovi sinonimi) ed una tabella per la classificazione delle stesse e di quelle polifaghe che potrebbero incontrarsi (e si incontrano) sulla Vite. La Erythroneura rhamni Ferr. (1882) [ = simplex (Ferr.) Rib. (1936) = eburnea Silv. (1939) nec Fieb. (1884)], identificata qui come la vera Cicalina italiana della Vi.te, e la Empoasca fiavescens F. (1794) [ = Typhlocyba viticola Targioni (1888) = E. vitium Paoli (1930)] risultano i Tifiocibidi che compiono tutto lo sviluppo normalmente sulla Vitis vinifera in Italia. Insieme con queste due specie viene particolarmente considerata la polifaga Empoasca decipiens Paoli (1930) che sinora nel nostro Paese fu osservata sulla Vite limitatamente allo stato immaginale. Infine vengono descritte 12 alterazioni prodotte dalle Cicaline ampelofaghe abituali sulla pianta ospite. Riguardo ai rapporti fitopatologici, si rileva inoltre che questi Emitteri non debbono venire esaminati soltanto in relazione ai danni diretti che possono arrecare alla Vitis vinifera ma, per la fama di cui sono circondati i Tifiocibidi in generale circa la capacità di trasmettere malattie da virus, meritano di essere studiati nel quadro delle ricerche atte ad appurare i mezzi e le vie di propagazione della degenerazione infettiva della vite. Indagini sperimentali in tale senso vengono attualmente svolte nell'Istituto di Entomologia dell'Università di Torino.

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