Pubblicato 2024-09-02
Come citare
Abstract
Ricerche microfaunistiche sono state effettuate dal 1959 al 1963 in tre piccoli frutteti (meleti) del Nord Italia (Varese): uno colturalmente trascurato e non trattato da molti anni; un secondo ben tenuto e sottoposto usualmente a modesti trattamenti selettivi; un terzo, anch'esso ben colivato, nel quale si sono applicati trattamenti insetticidi a vasto raggio di azione e progressivamente più intensi. Nel frutteto abbandonato il quadro faunistico risulta qualitativamente squallido. Gli Afidi (Dysaphis plantaginea, Aphis pomi) e la Ticchiolatura (Venturia inequalis), elementi epidemiologici dominanti, sono gravemente depressivi nei confronti delle piante: la loro azione competitiva, unita a quelle di Artropodi zoofagi, limita od inibisce la presenza di fitofagi comuni nella zona, ma favorisce quella di xilofagi secondari. Le piante soggiacciono ad un rapido declino e la loro produzione è praticamente nulla. Il secondo frutteto presenta una fauna di artropodi qualitativamente ricca: le specie fitofaghe sono numerose e così pure i loro simbionti, la presenza di questi ultimi non sembra contrastata dai trattamenti antiparassitari, ad eccezione dei Tifiodromidi acarofagi qui scomparsi, ma sostituiti da insetti predatori, e dei Coccinellidi Chilocorini che risultano proporzionalmente meno abbondanti che nel frutteto precedente. L'Eriosoma lanigerum, l'Hyponomeuta padellus, i minatori Lithocolletis blancardella, L. corylifoliella, Stigmella malella, Phytomyxa heringiana e le Tortrici Pandemis heparana, P. corylana, Argyroyloce variegana presentano elevata precentuale di parassitizzazione e si riscontrano frequenti, nei vari stadi, i predatori afidofagi. Durante il 1962 l'intervento con 2 trattamenti di Carbaryl provoca un notevole depauperamento faunistico e l'aumento elevato del Metatetranychus ulmi, seguito da una immigrazione di insetti predatori dalle zone circostanti il frutteto. Nel 1963 tali trattamenti vengono ripetuti con le medesime conseguenze nei confronti degli Acari ma con minore afflusso di predatori ed una forte diminuzione nella percentuale di parassitizzazione sui minatori. Le condizioni vegetative delle piante e la loro produzione è buona sebbene quest'ultima sia qualitativamente difettosa per la infestazione piuttosto elevata dei frutti ad opera della Laspeyresia pomonella e della Venturia inequalis. Nel terzo frutteto, la composizione della faunula, inizialmente (1959) simile a quella del frutteto precedente, diviene sempre più povera. L'intensificazione dei trattamenti insetticidi polivalenti negli anni successivi, provoca diminuzione e scomparsa di specie entomofaghe, e, generalmente, la diminuzione di quelle fitofaghe; alcune di queste ultime però (Metatetranychus ulmi e Tortrici) divengono più gravemente infestanti. Gli insetti zoofagi che migrano nel frutteto dalle aree limitrofe subiscono continue falcidie ad opera dei trattamenti, per cui la loro entità diminuisce progressivamente attraverso gli anni. Nei frutteti considerati stazionano inoltre, per vari periodi di tempo, insetti dannosi a piante diverse da quelle da frutto, soprattutto erbacee, assieme ai loro parassiti che risentono dell'azione dei trattamenti. L'A. ne deduce che l'adozione della lotta integrata deve essere valutata non solo in considerazione dei suoi effetti biologici ed economici nel frutteto, ma anche di quelli della zona agraria circostante.