Osservazioni morfologiche ed appunti di biologia su Zetzellia graeciana Gonzalez ( Acarina Stigmaeidae)
Pubblicato 2024-09-11
Come citare
Abstract
Sono riportate una serie di osservazioni sulla biologia di Zetzellia graeciana Gonzalez (Acarina Stigmaeidae) condotte in Sicilia negli anni 1969-1970. Nel corso di queste indagini è stata accertata la sensibile azione limitatrice esercitata da questa specie e da quella congenere Zetzellia mali (Ewing) nel contenere le infestazioni di Panonychus ulmi (Koch) e T etranychus urticae Koch nei vigneti e nei meleti dell'Etna. Prove di allevamento artificiale dei due acari sono state effettuate in laboratorio al fine di controllare· la loro attività oofaga, e particolarmente è stato seguito in questa occasione il comportamento biologico della Z. graeciana. Di questa specie, oltre alla descrizione morfologica dell'adulto (maschio e femmina) e degli stati preimmaginali, vengono riportati i particolari morfologici dell'olotipo raffrontandoli con quelli degli esemplari rinvenuti in Sicilia. E' stato accertato che la
- graeciana vive a spese delle uova e degli stadi quiescenti cli ambedue i tetranichicli sopracitati e che tutti gli stadi preimmaginali mobili, comprese le larve, si nutrono di essi. Inoltre, esemplari adulti, ingabbiati isolatamente su porzioni cli foglie di melo infestate da uova di P. ulmi, sono riusciti a devitalizzare nel corso di 12-15 giorni una media cli 9 uova ciascuno. In base alle osservazioni di laboratorio l'ontogenesi di questa specie può cosi sintetizzarsi: uovo, larva, protoninfa (neanide I), deutoninfa (neanide II) ed adulto (maschio e femmina). Con una temperatura di circa 20° C e con una umidità relativa dell' 80%, il periodo d'incubazione delle uova dura circa 7 giorni, mentre una generazione si compie in circa 25 giorni. In pieno campo è stato accertato che la Z. graeciana (come la Z. mali) sverna da adulto, assieme a numerose deutoninfe e rare protoninfe, nelle screpolature della corteccia dei rami di melo e di vite. In primavera (maggio nei frutteti dell'Etna a 700 m:s.m.) essi escono dai ripari invernali, si portano sulle foglie delle piante citate ed iniziano la loro attività riproduttiva. Le uova vengono deposte a gruppi di 10-12 elementi, di norma sulla pagina inferiore delle foglie, lungo la nervatura principale. Le generazioni si susseguono accavallandosi sino ad ottobre e le ovideposizioni, sulle pendici dell'Etna, si arrestano entro la fine di questo mese. Dopo questa data, le forme mobili si trasferiscono gradatamente sui rami e sulle branche delle piante ospiti per svernare. Tenuto conto della spiccata attitudine oofaga, accertata sperimentalmente nel corso degli allevamenti cli Z. graeciana, è da attribuirsi in larga parte all'attività di questo predatore e a quella della Z. mali la considerevole percentuale di uova svernanti di
- ulmi (circa 1/3 del totale delle uova d'inverno), che annualmente in Sicilia, all'inizio della primavera, risultano devitalizzate e con l'embrione, nel loro interno, disseccato.