Pubblicato 2024-11-08
Parole chiave
- Vineyard,
- agro-ecosystem,
- Thysanoptera,
- community,
- diversity
- interaction ...Più
Come citare
Abstract
Sono state studiate le comunità di Tisanotteri presenti in un agroecosistema
viticolo, sito in Piemonte nel comprensorio delle Colline Novaresi. I
rilievi sono stati condotti nel biennio 1991-92 e hanno interessato principalmente
due vigneti. Le indagini sono consistite in raccolte di campioni dalla vite e dalla
flora spontanea prelevando separatamente i diversi organi: foglie, fiori, corteccia
oltre che cotica erbosa e lettiera. L'area è caratterizzata da una vegetazione abbondante
e ben diversificata, in cui sono state campionate 55 specie, 12 arboree od
arbustive e 4 3 erbacee. La tisanotterofauna è risultata costituita da 44 specie, di
cui 2 nuove per l'Italia: Thrips albopilosus Uzel e T. hukkineni Priesner, ed è
suddivisibile in 6 componenti (sia fillofile che antofile, insediate su vite, flora
arborea e vegetazione erbacea). Tutte le comunità, tranne la fillofila erbacea, sono
ricche, ben strutturate e presentano uno spettro specifico caratteristico; quelle fillofile
sono le più diversificate, avvicinate solo dalla antofila erbacea. Thrips tabaci
è l'unica specie dominante praticamente in tutti gli habitat. Altre hanno distribuzione
più ristretta: T. major è abbondante su fiori di vite e piante arboree e su
·foglie di queste ultime, T.fuscipennis è importante nell'ambiente fillofilo arboreo
e viticolo e su grappoli. Alcune sono limitate ad una sola realtà, come Chirothrips
manicatus e Ceratothrips frici su fiori di erbacee e Drepanothrips reuteri su foglie
di vite. Tra le diverse comunità esiste una discreta capacità di scambio. Le più
importanti interessano Tisanotteri fitofagi tra la vegetazione arborea e la vite con
T. major e T. fuscipennis. La costituente prativa è soprattutto un serbatoio di moltiplicazione
per T. tabaci. Un discreto interscambio coinvolge anche i predatori,
con un impatto favorevole sulla cenosi della vite. Nel complesso le ripercussioni
negative sulla coltura sembrano minime e si deve invece supporre prevalente un
contributo positivo.