V. 28 N. 2 (1996): Serie 2.
Articoli

Ipotesi evolutiva degli afidi in correlazione alle loro piante ospiti

Ole E. Heie
DLH, Copenaghen

Pubblicato 2024-11-28

Parole chiave

  • Aphidina,
  • coevoluzione,
  • piante ospiti,
  • afidi fossili

Come citare

Heie, O. E. (1996). Ipotesi evolutiva degli afidi in correlazione alle loro piante ospiti. Bollettino Di Zoologia Agraria E Bachicoltura, 28(2). Recuperato da https://riviste.unimi.it/index.php/bzab/article/view/27324

Abstract

Lo studio degli afidi fossili, sviluppatosi essenzialmente negli ultimi 30 anni, ha consentito di tracciare la storia evolutiva di tale gruppo di insetti. Il confronto tra l'afidofauna del passato e quella attuale evidenzia due cambiamenti fondamentali avvenuti nel corso della sua evoluzione; ciò anche alla luce di ulteriori recenti ritrovamenti, nell'ambra del Cretaceo e del Terziario inferiore, di vari esemplari ancora in corso di descrizione.
Il primo cambiamento si è verificato 50-70 milioni di anni fa, al limite tra il Cretaceo e il Terziario, come emerge comparando la composizione dell'afidofauna di 70-80 milioni di anni addietro (Cretaceo superiore) con quella di 35-45 milioni di anni fa (Terziario inferiore). Molte famiglie di afidi presenti nel Cretaceo si estinsero prima del Terziario inferiore, periodo nel quale si costituì l'ambra del Baltico. Molte famiglie attuali erano già presenti in quest'ultimo periodo, ma le famiglie degli Aphididae e dei Lachnidae  apparivano molto meno ricche di specie di quanto non siano oggi. Ciò in quanto una seconda modificazione dell'afidofauna è avvenuta dopo l'Oligocene.
Tali cambiamenti sono stati consequenziali a quelli della flora predominante dei rispettivi periodi, quali: 1) il passaggio della dominanza dalle Gimnosperme verso le Angiosperme, tra il Cretaceo e il Terziario; 2) il passaggio della dominanza delle Angiosperme legnose a quelle erbacee nel Terziario medio e in particolare con lo sviluppo delle Poaceae e delle Asteraceae, le quali diventano molto ricche di specie durante il Terziario superiore, rappresentando oggi le piante ospiti di molti afidi attuali. Tra le nuove specie del Cretaceo vi sono rappresentanti delle famiglie Canadaphididae e Palaeoaphididae, in precedenza conosciute soltanto nell'ambra canadese depositata in un sito secondario (Cedar Lake, Manitoba) e nei sedimenti cretacei dell'ex URSS. Due ulteriori esemplari di Canadaphis carpenteri Essig, 1918, evidenziano un lungo rostro (non visibile nell'olotipo) e la presenza di sifoni poriformi, dimostrando così che Canadaphidoidea è sinonimo di Aphidoidea (unica superfamiglia dotata di sifoni). Inoltre, un rappresentante dei Tajmyraphididae (fam. estinta, dotata come i Palaeoaphididae di sette articoli antennali e in precedenza conosciuta solo dalla Russia) con rostro lungo e parte posteriore dell'addome bilobato, è stato rinvenuto nell'ambra canadese del Cretaceo; esso non ha sifoni, ma al loro posto evidenzia piccoli campi cuticolari dotati di macchioline chiare.

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