Discipline

Antimafia e movimenti delle donne. Protagoniste, culture e linguaggi

Alessandra Dino

Abstract


Il saggio analizza il ruolo giocato dalle donne nei movimenti antimafia  a partire dalla loro presenza –cospicua e importante – all’interno dei Fasci dei lavoratori in Sicilia alla fine dell’800 fino alle esperienze del Comitato dei Lenzuoli e dell’Associazione donne per il digiuno nate a Palermo all’indomani delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, in cui le figure femminili hanno svolto un ruolo di primo piano sperimentando forme espressive e di mobilitazione civile alternative ed efficaci.  L’approccio scelto per l’analisi incrocia gli studi sulla mafia come sistema di potere violento e totalitario con la relazione tra i sessi, intesa come scontro di poteri, in cui svolge un peso determinante la dimensione simbolica. Osservando, in prospettiva diacronica, i contesti e le forme associate di lotta alla mafia, la presenza femminile al loro interno, pur quando numerosa, stenta a configurarsi in forme strutturate durevoli e si configura piuttosto come luogo per l’episodica espressione di forme comunicative originali e di strumenti di lotta che si distinguono per la loro aderenza al quotidiano, alla sfera della soggettività e alla dimensione biografica.

Parole chiave: movimenti femminili; mafia/antimafia; forme di comunicazione; studi di genere; violenza

The essay analyses the role of women in the antimafia movements, starting from their presence - conspicuous and important - inside the Fasci of Workers in Sicily in the late 19th century until the experiences of the Comitato dei Lenzuoli and the Associazione donne per il digiuno born in Palermo after the massacres of Capaci and via D’Amelio, where the figures of women had a first focus role experimenting with alternative and effective ways of expression and of social activism. The approach chosen for the analysis intertwines the studies about mafia as a violent and totalitarian system with the relationship between the sexes, intended as contrast between powers, where a noticeable importance is held by the symbolic dimension. Observing, from a diachronic perspective, the contexts and the associated forms of fighting mafia, the presence of women, even though numerous at times, struggles to find long-lasting structured forms and rather amounts to a place for the occasional expression of original communicational forms and fighting means which differ for their harmony with everyday life, the sphere of subjectivity and the biographical dimension.

Keywords: women movements; mafia/antimafia; forms of communication; gender studies; violence


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DOI: https://doi.org/10.13130/cross-7790

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aunimi-20084

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ISSN 2421-5635