Ripensare l'unità
Una lettura polifonica della Sonata in La bemolle maggiore op. 110 di Beethoven
DOI:
https://doi.org/10.54103/2465-0137/28110Parole chiave:
Unità, Beethoven, Bachtin, TempoAbstract
Tra il 2003 e il 2004 in un dibattito su «Music Analysis» due opposte posizioni teorico-analitiche, formalista ed ermeneutica, si incontrano nella comune esigenza di definire una idea di unità della composizione che non comporti l’annullamento del valore del ‘particolare’. In questo contesto, Jonathan D. Kramer avanza un concetto potenzialmente fecondo, quello di «coerenza», che tuttavia resta privo di precisi connotati estetici. Il presente lavoro sviluppa tale concetto a partire dalla concezione di ‘polifonia’ come intesa dal critico letterario Michail Bachtin. Per fare ciò, tenendo conto del già suggerito rapporto (Hatten, 1994; Steyer, 1995; Cook, 2003) tra specifici aspetti dell’opera tarda beethoveniana e la prospettiva bachtiniana, si elabora una lettura ‘polifonica’ della Sonata per pianoforte in La bemolle maggiore op. 110, in cui l’eterogeneità di materiale viene pensata in una dimensione temporale multipla, che permetta di intendere i rimandi latenti della composizione come segni di un intimo dialogare tra i diversi movimenti.
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