CALL FOR PAPERS, Enthymema Special Issue (Dicembre 2027) - Materie, materiali e risorse (in)naturali nella fantascienza
Call for Papers - Enthymema Special Issue (Dicembre 2027)
Materie, materiali e risorse (in)naturali nella fantascienza
Guest editors: Marco Malvestio (Università di Padova) e Valentina Romanzi (Università di Verona)
Quando si pensa alla fantascienza si immaginano spesso mondi lontani e fantastiche invenzioni senza interrogarsi su che cosa supporti l’esistenza materiale di questi mondi e degli esseri che li abitano. Che carburante propelle le navicelle spaziali di Battlestar Galactica? Chi tiene le luci accese nel post-apocalisse? Che materie immaginarie ed elementi (in)naturali compongono i mondi altri? Negli universi narrativi più complessi, queste risposte sono spesso disponibili (in Battlestar Galactica, ad esempio, il carburante è il Tylium) e talora di centrale importanza per la trama. Ciò nonostante, limitata attenzione critica è stata rivolta alla materialità della fantascienza. Dalla spezia di Dune (1965) agli alieni-cristallo di Theodore Sturgeon (Cristalli sognanti, 1950), dagli asteroidi senzienti (Il vagabondo dello spazio di Fredric Brown, 1957) al vibranio dell’universo Marvel, dalla terraformazione di pianeti (ad esempio nella Trilogia di Marte di Kim Stanley Robinson, 1993-1996) allo sfruttamento di risorse più o meno realistiche (Il mondo della foresta di Ursula K. Le Guin, 1972), la materia diventa protagonista insieme ai personaggi, influenzando società, economie e conflitti.
Questo numero monografico di Enthymema intende approfondire il ruolo dei materiali e delle risorse (in)naturali nei mondi della fantascienza intesa in senso lato, con attenzione alla loro dimensione simbolica, narrativa, ecologica e politica. L’evento si propone di accogliere contributi interdisciplinari provenienti da letteratura, cinema, media digitali, studi culturali e discipline affini, con l’obiettivo di comprendere come la fantascienza utilizzi la materia per costruire mondi narrativi eticamente e ontologicamente complessi.
Negli ultimi anni, l’ambito umanistico, specie nell’ecocritica, ha assistito a un “elemental turn” che sottolinea l’agency degli elementi naturali e dei materiali non umani nelle pratiche culturali e narrative. Studi recenti come quelli di Moritz Ingwersen e Timo Müller (“The Aesthetics and Politics of Elemental Agency,” 2022) e precedentemente di Jeffrey Jerome Cohen e Lowell Duckert (Elemental Criticism, 2015) hanno evidenziato come aria, acqua, terra e fuoco non siano semplici sfondi della narrazione, ma agenti capaci di influenzare trame, conflitti e configurazioni sociali. Il nebuloso campo della geopoetica dimostra la forte correlazione tra la materia-mondo e l’arte (si veda Leeuw e Magrane, “Geopoetics,” 2019). Gli studi letterari sull’estrattivismo (si veda Imre Szeman e Jennifer Wenzel, “What Do We Talk About When We Talk About Extractivism?”, 2021) ne sottolineano la pervasività all’interno del sistema culturale (tardo) capitalista. Questi studi intersecano ed espandono il “material turn” ben illustrato dal volume Material Ecocriticism (2014), a cura di Serenella Iovino e Serpil Oppermann, dove la filosofia neo-materialista (cfr. Vibrant Matter di Jane Bennett [2009], Bodily Natures di Stacy Alaimo [2010] e Bodies of Water di Astrida Neimanis [2017]) incontra la teoria letteraria e narrativa.
Da queste premesse, si invitano contributi che esplorino i seguenti argomenti nell’ambito della fantascienza:
- Elementi naturali nella fantascienza: aria, acqua, fuoco, terra e la loro rappresentazione;
- Materie rare o inesistenti: minerali immaginari, metalli e composti chimici inventati, altre risorse uniche di universi di fantascienza e il loro ruolo nella diegesi, nell’economia dei mondi immaginari e nel conflitto narrativo;
- Estrattivismo e conflitti ambientali: lo sfruttamento e la gestione di risorse naturali e immaginarie; analisi delle conseguenze sociali, politiche ed ecologiche, dal piano globale alla microeconomia delle società fantascientifiche;
- Minerali e conformazioni geologiche senzienti: pianeti, rocce, grotte e cristalli con coscienza o agency, come in La Terra Spezzata di N. K. Jemisin; il rapporto tra ambienti materiali e forme di vita intelligenti;
- Intersezioni tra scienza e immaginazione: come la fantascienza reinventa leggi fisiche, chimiche e geologiche per costruire mondi coerenti; studi sul realismo scientifico e sul potenziale metaforico dei materiali;
- Materiali, elementi naturali come simboli culturali e politici: ruolo dei materiali nella costruzione di identità, potere o imperialismo, anche in chiave critica e postcoloniale;
- Materiali, elementi e corporeità: come i corpi e le coscienze interagiscono con materiali ed elementi.
Invio delle proposte
Invitiamo studios* a proporre contributi che approfondiscano uno o più dei temi sopra indicati, presentando analisi testuali, cinematografiche o multimediali, riflessioni teoriche o casi di studio interdisciplinari.
Le proposte possono essere in inglese o italiano.
Le proposte devono includere:
- un abstract di circa 500 parole,
- una bibliografia provvisoria,
- una breve nota biografica (150 parole).
Scadenza per l’invio degli abstract: 1 novembre 2026
Modalità di invio: via email a marco.malvestio@unipd.it; valentina.romanzi@univr.it
Le proposte selezionate dovranno essere consegnate entro il 30 giugno 2027 attraverso il portale digitale della rivista.
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Call for Papers - Enthymema Special Issue (December 2027)
Matter, Materials, and (Un)Natural Resources in Science Fiction
Guest editors: Marco Malvestio (University of Padova) and Valentina Romanzi (University of Verona)
When thinking about science fiction, the question of what sustains the material existence of those faraway worlds is seldom asked. What fuel powers the spaceships in Battlestar Galactica? Who keeps the lights on after the apocalypse? What imaginary substances and (un)natural elements make up otherworldly environments? In the most complex narrative universes, such answers are often available (in Battlestar Galactica, for instance, the fuel is Tylium) and sometimes central to the plot. Nevertheless, limited critical attention has been devoted to the materiality of science fiction. From the spice in Dune (1965) to Theodore Sturgeon’s crystal aliens (The Dreaming Jewels, 1950), from sentient asteroids (Fredric Brown’s Rogue in Space, 1957) to vibranium in the Marvel universe, from planetary terraforming (for example in Kim Stanley Robinson’s Mars Trilogy, 1993–1996) to the exploitation of more or less realistic resources (Ursula K. Le Guin’s The Word for World Is Forest, 1972), matter becomes a protagonist alongside characters, shaping societies, economies, and conflicts.
This special issue of Enthymema seeks to investigate the role of materials and (un)natural resources in science-fictional worlds broadly conceived, with attention to their symbolic, narrative, ecological, and political dimensions. We welcome interdisciplinary contributions from literature, film, digital media, cultural studies, and sister subjects, with the goal of understanding how science fiction uses matter to construct ethically and ontologically complex narrative worlds.
In recent years, the humanities—especially ecocriticism—have witnessed an “elemental turn” that highlights the agency of natural elements and non-living matter in cultural and narrative practices. Recent studies such as those by Moritz Ingwersen and Timo Müller (“The Aesthetics and Politics of Elemental Agency,” 2022) and earlier by Jeffrey Jerome Cohen and Lowell Duckert (Elemental Criticism, 2015) have shown how air, water, earth, and fire are not mere narrative backdrops but agents capable of influencing plots, conflicts, and social configurations. The nebulous field of geopoetics demonstrates the strong correlation between world-matter and art (see Leeuw and Magrane, “Geopoetics,” 2019). Literary studies on extractivism (see Imre Szeman and Jennifer Wenzel, “What Do We Talk About When We Talk About Extractivism?”, 2021) underscore its pervasiveness within the (late) capitalist cultural system. These studies intersect and expand the “material turn” best exemplified by Serenella Iovino and Serpil Oppermann’s edited collection Material Ecocriticism (2014), where the philosophy of new materialism in the vein of Jane Bennett’s Vibrant Matter (2009), Stacy Alaimo’s Bodily Natures (2010), and Astrida Neimanis’s Bodies of Water (2017) meets literary and narrative theory.
Based on these premises, we invite submissions addressing, but not limited to, the following topics within science fiction:
- Natural elements in science fiction: air, water, fire, earth, and their representation
- Rare or nonexistent materials: imaginary minerals, invented metals and chemical compounds, and other unique resources in science-fictional universes, together with their role in worldbuilding and narrative
- Extractivism and environmental conflicts: exploitation and management of natural and imaginary resources; analyses of social, political, and ecological consequences, from the global scale to the microeconomies of science-fictional societies
- Sentient minerals and geological formations: planets, rocks, caves, and crystals endowed with consciousness or agency, as in N. K. Jemisin’s Broken Earth trilogy; relationships between material environments and intelligent life forms
- Intersections between science and imagination: how science fiction reinvents physical, chemical, and geological laws to build coherent worlds; studies on scientific realism and the metaphorical potential of materials
- Materials and natural elements as cultural and political symbols: the role of materials in constructing identity and power, including critical and postcolonial perspectives
- Materials, elements, and corporeality: how bodies and consciousness interact with materials and elements
Submission Guidelines
We invite scholars to submit proposals engaging with one or more of the topics listed above, including textual, cinematic, or multimedia analyses, theoretical reflections, or interdisciplinary case studies. Submission can be in English or Italian.
Submissions should include:
- an abstract of approximately 500 words,
- a provisional bibliography,
- a short biographical note (150 words).
Deadline for abstract submission: November 1, 2026
Submission method: via email to marco.malvestio@unipd.it; valentina.romanzi@univr.it
Invited full papers are due June 30, 2027, via the journal’s website.



