L’insostenibile centro della visione
DOI:
https://doi.org/10.13130/2037-2426/12597Parole chiave:
visione, lettera, poesia, vita, psicoanalisiAbstract
La pratica psicoanalitica della parola trova il proprio regime in un’affinità con il dire della poesia, fatto di risonanze più che di senso e di narrazione, evocatore più di figure che di senso. Una poetessa come Nadia Campana, all’incrocio tra l’esperienza della psicoanalisi, appena sfiorata, e quella della visione poetica, in cui si è immersa fino a esserne travolta, offre spunto per una riflessione che ci accompagna in quell’orlo estremo in cui il godimento si presenta nel proprio risvolto di distruzione.



