Il mito poetico delle rovine di Roma. Note su alcune versioni francesi

Note su alcune versioni francesi

Autori

  • Marta Marfany Universitat Pompeu Fabra, Barcelona

DOI:

https://doi.org/10.13130/2037-2426/13733

Parole chiave:

Rovine di Roma, Paul Scarron, Jérôme Hénnequin, Jacques Grévin, traduzione poetica

Abstract

Lo scopo di questo articolo è di presentare il motivo poetico delle rovine di Roma attraverso alcuni testi poco conosciuti. La grande quantità d’adattamenti, traduzioni ed imitazioni di questo motivo rendono difficile la fissazione di un ordine tra tutti loro, le fonti e le loro origini. Il sonetto Superbi colli, e voi sacre ruine di Baldassarre Castiglione (1513-21), il poema latino De Roma (1554) del palermitano Giovanni Vitale (Janus Vitalis) e, soprattutto, il sonetto III del libro Les Antiquités de Rome (1558) di Joachim Du Bellay hanno generato numerose imitazioni e traduzioni fino ad oggi. Il topos delle rovine di Roma è trasformato in mito.

Anche se le poesie più note sono state ben studiate, ad esempio, il celebre sonetto A Roma sepultada en sus ruinas (1648) di Quevedo, vogliamo offrire una panoramica della diffusione del mito e delle loro varianti e opposizioni principali attraverso qualche traduzione e versioni francesi meno studiate.

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Pubblicato

2020-12-27

Come citare

Marfany, M. (2020). Il mito poetico delle rovine di Roma. Note su alcune versioni francesi: Note su alcune versioni francesi . ENTHYMEMA, (26), 299–308. https://doi.org/10.13130/2037-2426/13733

Fascicolo

Sezione

Volti del tradurre – A cura di Helena Aguilà Ruzola e Donatella Siviero