“Strumenti” per lo sviluppo dell’attività ispettiva in aree archeologiche

  • Susanna Bortolotto Politecnico di Milano
Parole chiave: archeologico, diagnosi, Milano Romana, rischio, conoscenza, manutenzione

Abstract

Una delle acquisizioni della cultura contemporanea del restauro si fonda sul fatto che non si restaura l’immagine, ma la materia, il restauro è in primo luogo conservazione dell’autenticità dell’opera. Compito del restauro non è cioè quello di ritornare ad un impossibile passato quanto piuttosto di consentire che l’opera possa essere trasmessa al futuro garantendone il rispetto e la cura del documento materiale, anziché la perdita dell’identità e la irreversibile falsificazione. In questo senso oggi, nel linguaggio del restauro, si parla di conservazione (pratica alternativa virtuosa del rispetto e della cura del monumento/documento) ciò vuol dire assicurare, attraverso il nostro intervento, che l’opera affidataci possa essere ancora disponibile per il futuro, per noi e per le generazioni che ci seguiranno, rimuovendo o rallentando le cause del degrado che la mettono in pericolo, consentendone la fruizione e l’uso. Il progetto “Milano Archaeologia per Expo 2015. Verso una valorizzazione del patrimonio archeologico della città di Milano” si propone - rispetto a tali basi teoriche e metodologiche - di sviluppare processi di conoscenza e di conservazione programmata delle realtà archeologiche urbane mediante azioni coordinate di manutenzione, promozione/comunicazione e dei diversi siti presenti nelle aree centrali del Comune di Milano connettendoli in un sistema a rete finalizzato a costruire le basi per un più ampio progetto che ne incrementi la fruibilità e la valorizzazione.

Biografia autore

Susanna Bortolotto, Politecnico di Milano
Susanna Bortolotto Ricercatore del Politecnico di Milano dal 2007. Responsabile del laboratorio TeCMArch (Techniques for the Conservation and Management of Architectural Heritage) dal 1997 del Dipartimento DAStU. La propria ricerca si focalizza su temi quali la diagnostica e il progetto di conservazione del costruito storico e del paesaggio; nello specifico: elaborazione di procedure per la conservazione e la manutenzione dei beni culturali, (studio delle fonti dirette ed indirette, rilievo geometrico, analisi materica, valutazione dei degradi e dissesti); datazione degli edifici storici (archeologia dell’elevato, mensiocronologia, cronotipologia, tecniche costruttive); GIS; restauro archeologico. Dal1987 ad oggi è autore di più di cento pubblicazioni nella disciplina del restauro.
Pubblicato
2015-05-11
Fascicolo
Sezione
Atti del Seminario interdisciplinare "Milano Archeologia per Expo 2015", Milano 21, 26-28 Novembre 2014