Mortai lapidei nella Cisalpina romana: nuovi esemplari

  • Andrea Caffini
Parole chiave: mortaio, pietra, marmo, emisferica, troncoconico, alimentare, officinale, cosmetico, ornamentale, urne

Abstract

Il mortaio, realizzato in pietra o in marmo, rappresenta un manufatto largamente diffuso in Cisalpina come nel resto del mondo romano. Le morfologie sono sostanzialmente riconducibili a due forme di base: il mortaio di tipo 1 presenta  una vasca emisferica più o meno schiacciata, il tipo 2 si caratterizza per un corpo troncoconico rovescio, più o meno svasato. Nei mortai venivano sottoposte a pestatura e triturazione, con l’ausilio di un pestello azionato a mano, materie prime di varia derivazione. I campi di applicazione erano principalmente tre: alimentare, officinale e cosmetico. In qualche caso la generica definizione di mortaio risulta applicata impropriamente a recipienti marmorei probabilmente utilizzabili solo a fini ornamentali. E’ inoltre attestato l’impiego di manufatti attribuibili al tipo 2 in funzione di urne cinerarie. Pertanto, di fronte a pezzi decontestualizzati, è opportuno ricorrere a una definizione non univoca, che rispecchi le diverse possibili valenze del manufatto.

Biografia autore

Andrea Caffini
Andrea Caffini ha conseguito la Laurea in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano.
Pubblicato
2010-07-14
Fascicolo
Sezione
ATTI DELLA GIORNATA: Arredi di lusso di età romana. Marmi e bronzi nelle case della Cisalpina, Milano 2009 (I PARTE)