La resilienza della laicità a fronte del terrorismo cosiddetto islamista

  • Nicola Colaianni

Abstract

1 - Sul giornale “il manifesto” del 4 novembre scorso compariva una vignetta raffigurante un coltello da cucina piantato a 60-70 gradi sull’orizzonte con la scritta “terrorismo - la curva sale”. Come quella dei contagiati dalla pandemia, a salire era anche la curva degli attentati terroristici. L’ultimo, e più devastante con quattro persone uccise e altre ventidue ferite, era avvenuto poco più di ventiquattr’ore prima, il 2 novembre, a Vienna ma neppure una settimana prima, il 29 ottobre, s’era registrato l’assassinio del sacrista e di due donne colpevoli di pregare nella cattedrale di Nizza, che aveva fatto seguito a quello del professore Samuel Paty il 16 ottobre nella regione di Parigi. L’efferata sequenza Parigi - Nizza - Vienna nel giro di due settimane confermava che il terrorismo sedicente di ispirazione religiosa non conosce sospensioni temporali neppure nell’anno del coronavirus ed è capace di operare ovunque in Europa. (segue)

The Resilience of the Secularism in front of the so-called Islamic Terrorism

ABSTRACT – The latest attacks by so called islamic terrorism in Europe highlighted the existence of severe investigative and pre-emptive shortcomings. However the bills France and Austria are debating about plan to counter a misleading “radical Islam” or “politic Islam” with rules that end up compressing the freedom of worship of the Muslims. Against the separatisms, permeable by the terrorist narrative, the public space, that promotes the living together, remains the place of de-radicalization and resilience of the secularism.

Pubblicato
2020-12-14
Sezione
Editoriale