Religious Minorities in Ukraine Amidst Russia's Invasion: Security, Legal, and Institutional Challenges
DOI:
https://doi.org/10.54103/1971-8543/30205Abstract
L'invasione russa su vasta scala ha posto sfide significative alla libertà religiosa in Ucraina. Quasi 700 siti religiosi sono stati distrutti dai continui attacchi aerei e bombardamenti russi contro i civili in tutta l'Ucraina. Allo stesso tempo, la Russia continua a reprimere le minoranze religiose e a terrorizzare i civili nelle regioni ucraine occupate, sottoponendo i credenti a persecuzioni, arresti, torture ed esecuzioni. Le autorità di occupazione impongono la russificazione e l'ideologia del mondo russo, promuovendo la Chiesa ortodossa russa e sopprimendo le altre fedi. Il Cremlino ha trasformato la religione in un'arma di controllo ideologico, trasformando i centri religiosi russi in portavoce della propaganda e canali di influenza. In risposta, l'Ucraina ha cercato di limitare l'interferenza russa nelle questioni religiose, dando vita a iniziative legislative che hanno acceso il dibattito internazionale. Il Paese si trova ad affrontare sfide nel bilanciare la sicurezza nazionale con la libertà religiosa, per quanto riguarda l'influenza dei centri religiosi russi e le politiche sul reclutamento militare. La mancanza di disposizioni chiare sull'obiezione di coscienza ha portato alla persecuzione legale dei credenti di fedi minoritarie. Inoltre, la migrazione di massa e il reclutamento obbligatorio hanno sconvolto le comunità religiose, causando colossali sfollamenti e crisi di leadership. Questo articolo esamina l'intersezione tra guerra, politica religiosa e diritti umani, analizzando come l'Ucraina affronta le minacce alla sua sovranità, pur mantenendo il suo impegno per la libertà religiosa.
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