Franz Kafka a Merano e Riva del Garda. La moderna critica verso la rigidità delle istituzioni
DOI:
https://doi.org/10.54103/mde.i12.1.29636Parole chiave:
Franz Kafka, Merano, Riva del Garda, filosofiaAbstract
La raccolta di studi dedicati a Franz Kafka di Gabriele Scaramuzza ha anticipato un recente profondo interesse per le frequentazioni del grande scrittore praghese delle località di Merano e Riva del Garda a partire dal 1909 fino al 1920. La regione Alto Atesina che fino al 1919 apparteneva all’impero asburgico era caratterizzata da un’amministrazione molto simile a quella di Praga e basata sul controllo burocratico della sua popolazione, attraversi l’amministrazione economica, militare e religiosa condizionando la stessa vita sociale degli individui. Aspetti che poi ritroviamo nei suoi
romanzi più famosi come Il Processo e Il Castello. L’atmosfera oscura di Praga non era molto diversa da quella di Trento, città sede del famoso gigantesco Castello del Buonconsiglio, due città che non casualmente molti anni dopo nel ’68 vissero momenti di scontro sociale e politico drammatici. Allacciando le osservazioni di Scaramuzza dei rapporti di Kafka con il senso assoluto e opprimente della legge con quelle più recenti studi dedicate ai soggiorni a Riva del Garda e a Merano di Kafka, si coglie l’immagine profonda di un intellettuale aveva saputo trasformare una profonda coscienza
critica e politica, una amara metafora degli effetti che hanno sugli individui le strutture di controllo sociale che non erano solo quelle asburgiche ma che oggi caratterizzano anche quelle moderne.
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- 2025-07-31 (2)
- 2025-07-30 (1)
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