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Lavorare stanca. Renato Rozzi e l’autocritica dell’operaismo italiano

Autori/Autrici

  • Amedeo Vigorelli

DOI:

https://doi.org/10.54103/mde.i12.1.29642

Parole chiave:

Rozzi, psicologia del lavoro, operaismo

Abstract

Il contributo, di carattere biografico, ripercorre il rapporto dell’autore con Renato Rozzi. Il loro incontro avvenne negli anni Settanta, grazie alla frequentazione comune del filosofo Guido Davide Neri. Attraverso Rozzi il gruppo di giovani allievi di Enzo Paci, impegnati in una ricerca sul marxismo critico, ha acquisito una precisa consapevolezza del valore e dei limiti dell’operaismo degli anni Cinquanta e Sessanta: dai Quaderni Rossi a Classe Operaia, alla Nuova Sinistra extraparlamentare. Questa maturazione critica ha consentito all’autore di apprezzare la tarda riflessione di Rozzi sul tema del lavoro, nei suoi aspetti psicologici e morali, superando l’impostazione economicistica del marxismo

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Pubblicato

2025-07-30

Versioni

Come citare

Vigorelli, A. (2025). Lavorare stanca. Renato Rozzi e l’autocritica dell’operaismo italiano . Materiali Di Estetica. Terza Serie, 12(1). https://doi.org/10.54103/mde.i12.1.29642