Comunità estetica e comunità etico-politica in Kant
DOI:
https://doi.org/10.54103/mde.i12.2.30834Parole chiave:
giudizio di gusto, comunità esteticaAbstract
Nella visione di Kant, chi esprime un giudizio di gusto aspira all'universalizzazione della propria esperienza soggettiva e quindi alla fondazione di una polis estetica, intesa come «comunità comunicativa». Il gusto è una virtù sociale e ogni soggetto è chiamato a contribuire consapevolmente e autonomamente alla sua diffusione. Kant chiama «buon senso» l'istanza regolatrice ideale che sovrintende a questo processo collaborativo ed è la premessa per una libera circolazione delle idee. Grazie ad esso è possibile superare l'egocentrismo e armonizzare i punti di vista individuali. La comunità estetica diventa così il paradigma di una comunità etico-politica libera in cui si realizza l'“uscita dalla minorità”, cioè dai vincoli esterni, che è uno degli obiettivi della visione cosmopolita di Kant.
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