Pasqualotto interprete di Nietzsche. Ermeneutica interminabile e buddhismo
DOI:
https://doi.org/10.54103/mde.i13.1.31577Parole chiave:
ermeneutica, interminabile, Nietzsche, metafisica, Buddhismo zen, praticaAbstract
Il contributo analizza e compara due saggi particolarmente significativi relativi all’interpretazione di Nietzsche proposta da Giangiorgio Pasqualotto, mettendo in luce, da un lato, il concetto di “ermeneutica interminabile” come critica radicale alla nozione di verità e alla tradizione metafisica occidentale, e, dall’altro, l’articolato rapporto tra il pensiero di Nietzsche e il buddhismo zen. Nel primo saggio, attraverso una decostruzione del concetto di metafisica e del ruolo del linguaggio, si evince una concezione del pensiero come processo interpretativo infinito, privo di fondamenti ultimi. Il confronto interculturale con il buddhismo zen, sviluppato nel secondo saggio, mostra invece un oltrepassamento della proliferazione delle interpretazioni nella direzione di una pratica di svuotamento del soggetto e di non-attaccamento. Dall’interazione dei due saggi emerge una filosofia intesa come esercizio trasformativo, capace di ridefinire il rapporto tra conoscenza, vita e verità e configurandosi – a partire da Nietzsche e oltre Nietzsche – come un’eredità imprescindibile del magistero di Pasqualotto.
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