Oltre la mimesis? L’estetica teatrale di abhinavagupta come ri-percezione.
DOI:
https://doi.org/10.54103/mde.i13.1.31578Parole chiave:
rasa, imitazione, universalizzazione, esperienza estetica, coscienzaAbstract
Il saggio esamina la critica di Abhinavagupta alla concezione mimetica dell'arte drammatica, collocandola nel quadro del dibattito esegetico sul Nāṭyaśāstra e della teoria del rasa. Il contributo intende mostrare come la questione imitativa, prima di diventare tema di rilievo comparativo tra Grecia e India, abbia costituito un nodo teorico di rilievo interno alla tradizione indiana. Attraverso l'analisi della teoria inferenziale di Śaṅkuka, fondata sull'anukaraṇa (imitazione), e della sua confutazione da parte di Abhinavagupta, emerge una concezione precipua dell'esperienza estetica come cognizione riflessiva universalizzante, concezione che diventerà dominante negli sviluppi della teoria estetica indiana. Il vissuto implicato dall’arte teatrale viene così definito come anuvyavasāya, una "ri-percezione riflessiva" non rappresentazionale che rende possibile la fruizione del rasa. Il dramma si configura pertanto come ri-narrazione (anukīrtana) non mimetica del mondo, produttrice di una conoscenza estetica autonoma e stra-ordinaria.
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