Il pensiero sensibile. Scritti per Silvana Borutti
DOI:
https://doi.org/10.54103/mde.i13.1.32226Abstract
Una diversa intenzionalità guida le due prospettive di pensiero cui per brevità diamo il nome di storica e teoretica. Nei fatti non è tuttavia semplice operare una netta differenziazione tra il lavoro dello storico della filosofia, volto alla ricostruzione filologica dei testi e alla loro contestualizzazione storica, e il lavoro del filosofo, attento al “senso per noi”, all’interrogazione radicale dei testi. Lo storico mette in gioco presupposti teorici e metodi, attese che guidano il suo lavoro; e che certo si formano in individuabili tempi storici, che tuttavia non sono quelli dell’oggetto di cui si occupa. D’altro lato nessun “teoretico” manca di conoscenze dei filosofi del passato, che non di rado indaga con acribia. Quello che chiamiamo storicismo infine è un modo di interrogare il passato; non l’unico.
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