Filosofie della musica
DOI:
https://doi.org/10.54103/mde.i13.1.32430Parole chiave:
Ensemble Marâghî, Quadri che Suonano, La Stanza della Musica, Musicologia Transculturale, Musicologia mediorientale, samā‘, Sufismo, Tasawwuf, PlatoneAbstract
Il mio contributo inizia dalla sensibile curiosità di Nicola per le “altre” culture musicali e per le loro rispettive estetiche. Pur se cresciuto (ottimamente) in ambito eurocolto, Nicola era capace di un ascolto libero da preconcetti e stereotipi. In questo Pedone era probabilmente aiutato dalla sua formazione filosofica, che non conoscevo affatto quando lo conobbi per la prima volta a Torino nel 2010, e che diventò nel tempo terreno comune per conversazioni e passeggiate. Il mio contributo è composto in tre movimenti: nel primo, inizio riandando alle varie occasioni di collaborazione che ci sono state tra noi e che dimostrano quella che la Call for Paper definisce la sua “costante esplorazione dei molteplici modi in cui la musica si intreccia con le altre arti”. È soprattutto il caso di due concerti del nostro Ensemble Marâghî e di alcune miniature ottomane con scene di musica sulle quali ci eravamo concentrati per due puntate di “Quadri che suonano”. Da questa sua curiosità scaturisce il secondo movimento, nel quale prendo in esame alcune sue riflessioni sul mercato globale contemporaneo che mi sembrano condurre alla recentissima Musicologia Transculturale, della quale Nicola mi sembra un ottimo rappresentante. Il terzo movimento di questa Sonata muove dalla curiosità di Nicola per le estetiche e le “filosofie” (da qui il titolo di queste righe) immanenti nelle singole culture musicali con le quali veniva a contatto, argomento di diversi nostri incontri. Isolo, così, alcune riflessione sul concetto di “musica” nella tradizione musicologica mediorientale e sul concetto di “ascolto” (samā‘) nel sufismo (tasawwuf) che rinviano a Platone e al suo concetto di anàmnesi (ἀνάμνησις, “ricordo, reminescenza”).
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