Un ricordo per Nicola. Oltre i confini dello spazio e del tempo
DOI:
https://doi.org/10.54103/mde.i13.1.32440Parole chiave:
Nicola Pedone, “Di lume e di candela. Tre modelle per Caravaggio”, creatività, malattia, resilienzaAbstract
Il racconto di Margherita Zavelani-Rossi - docente di Fisica Sperimentale al Politecnico di Milano - ripercorre le visite domenicali dell'autrice all'amico Nicola Pedone, ricoverato in una stanza d’ospedale. Attraverso la descrizione rituale dell'ingresso in reparto, emerge il contrasto tra l'asprezza del contesto clinico e la vitalità di un legame consolidato da anni di amicizia. Il cuore dell'incontro è il processo creativo di Nicola, impegnato nella stesura dell'opera teatrale “Di lume e di candela, tre modelle per Caravaggio”. In quello spazio angusto, tra flebo e macchinari, Nicola riesce a trasfigurare la realtà attraverso l'arte, condividendo con l'autrice la ricerca storica, le immagini dei dipinti e le scelte musicali del suo lavoro. Il testo è un commosso tributo alla capacità di superare, attraverso la bellezza e l'empatia, i confini imposti dalla malattia, celebrando il valore profondo del vivere.
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