“Peace for resources”: la strategia americana nella regione centroafricana dei Grandi Laghi (1994-2025)
DOI:
https://doi.org/10.54103/2612-6672/30270Parole chiave:
Rwanda, RDC, Stati Uniti, commercial diplomacy, paceAbstract
Il 27 giugno 2025, i ministri degli esteri di Rwanda e Repubblica Democratica del Congo (RDC) hanno firmato un accordo di pace a Washington, alla presenza del presidente statunitense Donald Trump, ponendo fine a quelle tensioni che, dalla fine del genocidio del 1994, avevano visto i due paesi contrapporsi. Sullo sfondo della mediazione statunitense, emerge, però, quella che si potrebbe definire “commercial diplomacy”, che vede negli interessi strategici dell’amministrazione Trump nella regione il principale motore alla base della sua diplomazia. Tuttavia, il coinvolgimento di Washington nel processo di pacificazione tra Rwanda e RDC appare alquanto controverso, considerando lo scarso – se non assente – attivismo che caratterizzò, invece, la politica estera statunitense negli anni Novanta nella regione.
Mediante l’utilizzo di fonti diplomatiche consultabili online presso il National Security Archive e la Clinton Digital Library, e di fonti secondarie, il presente contributo intende ripercorrere l’evoluzione della strategia statunitense nella regione dei Grandi Laghi, partendo dalle crisi del 1994-1998 fino ad arrivare all’attuale coinvolgimento nel processo di pace tra i due paesi, con l’intento di mostrare come gli interessi strategici di Washington, e non i valori di pace, democrazia e rule of law, siano il motore della mediazione del presidente e della presenza degli Stati Uniti nella regione.
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