La repressione delle iniziative per la pace in Italia nel dibattito parlamentare alla Camera (1949-1955): un problema di ordine pubblico o un problema politico?
DOI:
https://doi.org/10.54103/2612-6672/31360Parole chiave:
Manifestazioni, Pace, Ordine pubblico, Camera dei Deputati, Dibattito Parlamentare, Repressione PoliticaAbstract
Il contributo ricostruisce il dibattito svoltosi alla Camera dei Deputati tra il 1949 e il 1955 intorno alla repressione delle iniziative pacifiste promosse in Italia, in particolare dal movimento dei Partigiani della pace. Attraverso interrogazioni, interpellanze e risposte governative, l’analisi mostra come vicende inizialmente circoscritte siano state progressivamente ricondotte a una più ampia questione politica, concernente il rapporto fra diritti costituzionali, gestione dell’ordine pubblico e forme del dissenso nei primi anni della Repubblica. Ne risulta che il richiamo proprio all’ordine pubblico costituì, per il Governo, il principale fondamento di legittimazione degli interventi restrittivi; mentre le opposizioni vi lessero un mezzo per colpire la propaganda per la pace e limitarne la traduzione in iniziativa politica legittima.
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