Mestri di strada

Autori

  • Cesare Moreno Presidente "Maestri di strada"

DOI:

https://doi.org/10.13130/cross-10875

Abstract

C‘è un crescente allarme per il reclutamento criminale tra i giovani. L’educazione può contribuire ad ostacolarlo se con la parola e con la ragione riesce ad entrare in contatto con la parte dolorante dell’animo giovanile: quella zona dell’animo in cui si accumulano rancore, odio, paura. La ragione non riesce a penetrare in queste zone della psiche, ed allora è necessaria l’azione congiunta dell’arte e della bellezza che aprono l’animo al racconto di un mondo benevolo e della cura amorevole che restituisce ai giovani il significato del futuro. La vera sfida dell’educazione delle nuove generazioni avviene sul piano delle rappresentazioni e delle narrazioni. Se il mondo adulto non riesce a raccontare ai giovani una versione del mondo in cui ci sia posto per loro, la gioventù si frammenta e divide intorno ai grumi di odio e di paura che trovano nelle periferie delle città e della psiche e che sono i nuclei fondanti di un’epica criminale che aiuta il crimine organizzato a mantenere quella sudditanza psichica che è la base del reclutamento nelle sue fila. I maestri di strada nelle periferie degradate di una grande città cercano di creare una comunità educante in grado di far sperimentare ai giovani esperienze di solidarietà e condivisione che allentano le maglie della paura e dell’odio e possono aprire a prendere possesso delle proprie risorse per usarle nella “realizzazione” del proprio sogno piuttosto che assoggettarsi ai copioni prestabiliti del mondo criminale.

 

Parole chiave: educazione, giovani, periferie, sfida, narrazione, politiche sociali

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Pubblicato

2018-11-26