La comunicazione nonviolenta e i social media. Due casi di studio

Autori/Autrici

  • Domenico Fiormonte
  • Antonio Bocchinfuso
  • Andrea Fusco

DOI:

https://doi.org/10.54103/2531-5994/31049

Parole chiave:

nonviolent communication, social media bias, marshall rosenberg, epistemic injustice

Abstract

In questo articolo proponiamo un’analisi della comunicazione e delle interazioni sui social media dalla prospettiva della comunicazione nonviolenta (CNV). Dopo aver introdotto la CNV, ed in particolare l’impianto teorico-pratico dello psicologo, attivista e educatore Marshall Rosenberg, tenteremo di studiare le interazioni social alla luce dei quattro pilastri della CNV individuati da Rosenberg (osservazione dei fatti, identificazione dei sentimenti, espressione delle richieste e riconoscimento dei bisogni). All’analisi della comunicazione di un personaggio dalle posizioni radicali e conflittuali, come Gabriele Rubini (conosciuto come Chef Rubio), affiancheremo lo studio dei meccanismi di delegittimazione ed esclusione dal discorso operati da personaggi ed enti più “istituzionali”, come il giornalista e conduttore televisivo Enrico Mentana. L’idea è quella di studiare l’hate speech e la violenza verbale non come fenomeni autonomi o estranei alla sfera del normale dibattito democratico, ma alla luce dei rapporti di ingiustizia epistemica e delle pratiche di controllo politico del discorso operate dai media e, più di recente, dagli algoritmi. La teoria della comunicazione nonviolenta ci servirà dunque per contestualizzare la violenza verbale sui social nel quadro più ampio dei sistemi di potere, mediatico e simbolico che ordinano i nostri discorsi.

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Biografia autore/autrice

Domenico Fiormonte

Università degli Studi Roma Tre

Dipartimento di Scienze Politiche

Via G. Chiabrera 199, 00145, Roma

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Pubblicato

2024-04-09

Fascicolo

Sezione

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