Il teatro e lo schermo
L’esperienza di Freud a teatro fra digitale e partecipazione collettiva
DOI:
https://doi.org/10.54103/2531-5994/31061Parole chiave:
theater, digital, participationAbstract
Ha senso nel XXI sec. parlare di funzione educativa del teatro, facendo riferimento alla sua dimensione collettiva? Cosa diventa il teatro se il corpo è mediato da uno schermo? A quali condizioni può ancora chiamarsi teatro? Facendoci guidare da queste domande, il contributo intende argomentare alcuni elementi salienti di una rassegna di teatro online (2020-2021) pensata per la fruizione collettiva e costituita da cinque serate live dedicate ad alcuni dei più famosi casi clinici di Freud. Ogni serata prevedeva la realizzazione di un monologo teatrale ispirato a un caso, seguito da una sessione dialogica tra l’attrice e regista, la drammaturga, una psicoanalista e gli spettatori. Il tipo di piattaforma usato ha consentito al pubblico di riunirsi in una sala virtuale, ripetendo la ritualità dell’appuntamento teatrale, e di intervenire in prima persona. L’esperienza Freud a teatro apre alcuni interrogativi sulle peculiarità della presenza e della partecipazione a un evento teatrale mediato dalle tecnologie digitali.

