Il paesaggio come iperteatro
DOI:
https://doi.org/10.36158/97888929552577Parole chiave:
paesaggio, augmented reality, realtà aumentata, eugenio turri, google earth, virtual geography, virtual globesAbstract
Secondo il geografo Eugenio Turri, la metafora del «paesaggio come teatro» risulta particolarmente efficace perché ci consente di interpretare lo spazio che ci circonda come luogo di attività dell’uomo allo stesso tempo attore e spettatore. L’obiettivo di questo saggio consiste nel declinare tale metafora nella dimensione dei paesaggi che scaturiscono dalla fruizione dei sistemi digitali basati sulla georeferenziazione e sulla realtà aumentata, mostrando come tali soluzioni siano ormai entrate a far parte della nostra percezione dei luoghi al punto da modificare profondamente il modo con cui ci relazioniamo con essi. I paesaggi che le ICT ci consentono di contemplare sono dunque iperteatri ovvero interfacce tra noi (iperattori) e il mondo reale nelle quali enormi quantità di dati vengono convogliate e rappresentate con sembianze note (le mappe, le immagini) ma con effetti, ed esiti, del tutto originali.
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