L'errore della misura è la causa della crisi dei valori?
DOI:
https://doi.org/10.54103/2531-5994/31097Parole chiave:
digitale, bigdata, culturaAbstract
Le enormi quantità di dati disponibili sono una grande risorsa e un’occasione straordinaria per migliorare le possibilità analitiche, le applicazioni scientifiche e le capacità predittive dell’ecosistema. Grazie alla “convergenza digitale” la statistica ha assunto un nuovo ruolo, con implicazioni etiche e morali molto pervasive nella vita delle persone. Pertanto, è necessaria una adeguata elaborazione culturale affinché il potenziale tecnologico sia compreso e accettato. Il mondo sta diventando sempre più una infosfera in cui l’impronta digitale che lasciamo può rappresentare sia una perdita di libertà individuale che una opportunità per ridurre rischi sociali e pericoli individuali. Molto dipenderà a chi si affideranno le informazioni. Il compito del regolatore pubblico è quanto mai gravoso: servirà appoggiarsi ad una rete di soggetti – anche privati e non convenzionali – e di potenti tecnologie per offrire informazione statistica attendibile e difendersi dalle fonti false o inconsistenti. L’individuo della società della conoscenza richiede sensibilità, cultura e buoni dati per poter prendere scelte consapevoli.

