Il rapporto costo/beneficio dalla pratica medica alla tutela dei dati personali
DOI:
https://doi.org/10.4399/97888255361642Abstract
Il mondo interconnesso e l'Internet delle cose sollevano diverse preoccupazioni sulla nostra privacy e sulla conservazione dei dati personali. L'enorme aumento della capacità di memorizzare dati (big data) e la possibilità di analizzare questi dati in tempi brevi, grazie ai recenti sviluppi dell'intelligenza artificiale come machine e deep learning costituiscono insieme una grande opportunità e una minaccia per l’individuo. Le differenze culturali nelle diverse nazioni, qui discusse, hanno generato approcci diversi alla questione. Ovviamente i big data hanno un incredibile valore economico e le aziende private e gli enti governativi hanno un forte interesse ad avere accesso ai dati, sotto molti punti di vista.
La recente pandemia dovuta alla SARS COV-2 ha costretto i governi ad agire per limitarne la diffusione e, anche di conseguenza alle preoccupazioni relative alla propria salute, le persone hanno accettato un accesso da moderato a esteso ai propri dati privati. Numerose app per il tracciamento dei contatti sono state sviluppate nei diversi paesi, con vari livelli di intrusione anche a seconda delle specifiche sensibilità culturali. Nella Comunità Europea è stato raggiunto un equilibrio accettabile tra diritti alla privacy e diritto alla salute, anche grazie al recente GDPR entrato in azione nel 2018.
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