La Costituzione del digitale

Autori/Autrici

  • Mario Ricciardi Politecnico di Torino

DOI:

https://doi.org/10.54103/2531-5994/31137

Abstract

Esiste una società della globalizzazione? O una società del digitale? Qual è il ruolo della cultura e dell’elaborazione culturale nella formazione della ratio digitale? Il contributo riflette su queste domande individuando due grandi processi nella relazione tra cultura e società digitale. Il primo si afferma come processo di liberazione da un potere autoritario e repressivo, identificato principalmente nelle istituzioni pubbliche. L’obbiettivo è la libertà culturale dall’autorità e dalle “catene” che si sono costruite nel tempo attraverso il dominio culturale della mente alfabetica e del paradigma logico-sequenziale. Questa cultura, fondata storicamente sulla mente alfabetica, si identifica con la natura umana moderna e con la sua visione del mondo. Il secondo processo è una controrivoluzione. Al centro di questa controrivoluzione è il ridimensionamento e poi l’annullamento della centralità sociale dei produttori. I produttori moderni (del tempo della modernità) sono la personificazione dialettica e conflittuale dei capitalisti industriali (i padroni, gli imprenditori) con i salariati (gli operai, i disoccupati e alla fine i cittadini). L’obbiettivo primario è stato un ribaltamento dall’utopia dell’uguaglianza (presente nella critica al logocentrismo e nell’affermazione della parità globale di ogni punto della rete) alla realtà di un dominio feroce della disuguaglianza su scala globale.

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Pubblicato

2018-12-23

Fascicolo

Sezione

Provocations and Dialogues