Google, Facebook, i nuovi monopoli e gli ideologi della Silicon Valley
DOI:
https://doi.org/10.54103/2531-5994/31191Abstract
Questo articolo affronta i problemi posti dai monopoli di fatto creati dalle piattaforme digitali, soffermandosi in particolare sui casi di Google e Facebook. Queste due aziende hanno assunto una posizione dominante nei settori della ricerca online e in quello dei social network. Da un’analisi dell’attività svolta finora dalle Autorità Antitrust negli Stati Uniti e in Europa emerge la difficoltà di affrontare queste situazioni utilizzando i parametri con cui fino a ieri sono state affrontate le posizioni di monopolio. L’elemento nuovo, rispetto al passato, è costituito dagli enormi archivi dati in possesso di queste aziende: sono le informazioni sugli utenti a dare a Google e Facebook la capacità di fornire servizi sempre più competitivi e personalizzati. Alcuni studiosi ritengono che si debba regolamentare la raccolta dei dati, ridefinire la loro proprietà o addirittura obbligare le aziende dominanti a condividere i dati con i concorrenti. Altri sostengono che debba essere regolamentato il “mercato dell’attenzione”, essendo l’attenzione una risorsa scarsa nell’era dell’informazione abbondante. Altri ancora ritengono invece che nel nuovo mondo del web e delle piattaforme digitali le vecchie categorie dell’economia siano obsolete e che il monopolio sia la naturale e auspicabile tendenza del mercato. Dall’esito di questa battaglia dipenderà l’assetto del potere economico e il ruolo dei consumatori nel prossimo futuro.

