Volume

ExpoShakespeare

Paolo Caponi, Mariacristina Cavecchi, Margaret Rose (eds.)

Abstract


Come un Sommo Gourmet, William Shakespeare è attento ai temi dell’alimentazione e pronto a combinare gli ingredienti del pianto e del riso, della commedia e della tragedia con i sapori più piccanti dell’eros e delle sue molte tavole imbandite. Basti pensare alle allegre crapule di Falstaff, il grasso cinghiale divorato dai triumviri di Antony and Cleopatra, il ricco ma fugace banchetto che appena s’intravede in The Tempest, oltre alle numerose altre scene in cui il cibo è metafora importante e portante dei molteplici sensi del testo.

Nella cucina del bardo si sono inoltre formati autori che in modo cannibalesco hanno attinto a piene mani a ingredienti e sapori per cucinare testi inediti, succulenti o rivoltanti. Dai lecca-lecca dei burlesque ottocenteschi, passando per il grano dei Coriolanus di Bertold Brecht e Günter Grass, gli ingredienti shakespeariani lievitano misteriosamente e in modi sorprendenti nella dieta mediterranea di Franco Zeffirelli e Kenneth Branagh oltre che negli allegri brindisi del Falstaff verdiano.

 

Contributi di: Paolo Caponi, Mariacristina Cavecchi, Clotilde De Stasio, Joan Fitzpatrick, Francesca Orestano, Roberta Grandi, Cristina Paravano, Margare Rose, Luigi Sampietro, Sara Soncini.


Full Text

PDF

Metriche dell'articolo

Caricamento metriche ...

Metrics powered by PLOS ALM

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.


Licenza Creative Commons
Disegni by Università degli Studi di Milano is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia License.

ISSN  2282-2097