Nel corpus poetico e prosastico sereniano ricorrente è il topos dello specchio. Alla luce di questa costante stilistico-tematica la letteratura è concepita come una forma di rispecchiamento della realtà interiore ed esteriore. L’idea dell’arte quale procedimento speculare/speculativo esula tuttavia dalla nozione di pura mimesi dell’io e del mondo in quanto l’immagine che ritorna al soggetto da una superficie riflettente non è mai fissa ma mutevole e, al limite, inafferrabile. L’impiego di siffatto emblema si carica di una forte pregnanza semantica nella produzione a cavallo tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli Ottanta. In questo saggio l’indagine puntuale si concentra proprio su due testi chiave del periodo tardo di Sereni: Il sabato tedesco e Un posto di vacanza.