Il saggio offre uno studio della partecipazione di Sereni al premio «Libera stampa» e si propone di contribuire all’esame del processo che ha portato all’affermazione di Sereni nel campo letterario italiano e internazionale negli anni Quaranta e Cinquanta. In secondo luogo, il focus è posto sulla silloge Un lungo sonno, rimasta inedita nella configurazione presentata da Sereni alla giuria del premio svizzero nel 1956. La silloge è analizzata nella sua struttura macrotestuale e nelle sue connessioni con altri libri di Sereni (tra questi Diario d’Algeria, Gli strumenti umani, Gli immediati dintorni).