Il saggio prende in considerazione una poesia di William Carlos Williams e la traduzione che ne diede Vittorio Sereni, interrogandosi sulle ragioni delle affinità e diversità esistenti fra i due autori e su ciò che il testo italiano riesce o meno a restituire dell’originale: che dalla cupa e amara atmosfera dei primi versi volge infine al riconoscimento di come la poesia abbia le sue radici legate a quelle stesse del dolore.