«L’eccezione permanente». Spunti per una riflessione sui caratteri costitutivi dell’ordinamento penale napoleonico.

Autori

  • Stefano Solimano Università Cattolica del Sacro Cuore

DOI:

https://doi.org/10.13130/2464-8914/12524

Parole chiave:

prigioni di stato, ordinamento repressivo napolenico, codice penale 1810, corti speciali

Abstract

Con il presente saggio si intende evidenziare come la strategia napoleonica in criminalibus non si esaurisca nel pur severo codice penale del 1810. Accanto ad esso, secondo un disegno concepito da Napoleone fin dalle origini, si collocano altri due livelli di repressione, apparentemente più nascosti. Intendiamo alludere in primo luogo ai tribunali speciali istituiti nel 1801 per far fonte al dilagare del brigantaggio e che sarebbero stati successivamente incastonati nel tessuto stesso del codice di procedura penale. L’ulteriore livello di repressione sarebbe emerso ufficialmente solo nel 1810 con l’istituzionalizzazione della detenzione nelle prisons di Stato. Ci troviamo di fronte a strumenti concepiti per potenziare la già di per sé possente azione punitiva, livelli di repressione destinati pour cause a dissolvere il sistema di garanzie sigillate nel codice penale e in quello processuale. È opinione dell’autore che la cifra dell’ordinamento repressivo napoleonico vada còlta, appunto, nella sua unitarietà.

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Pubblicato

2015-12-06

Fascicolo

Sezione

Articoli