“Per istirpare questa maligna e pestifera contagione”. Sanità pubblica e diritto penale durante la peste di San Carlo (1576-1577)

Autori

  • Raffaella Bianchi Riva Università degli Studi di Milano

DOI:

https://doi.org/10.13130/2464-8914/14890

Parole chiave:

peste; sanità pubblica; diritto penale; età moderna; Milano.

Abstract

L’epidemia di peste che colpì la città di Milano tra il 1576 e il 1577, durante l’episcopato di Carlo Borromeo, a cui fu appunto intitolata, consente di indagare
sulle strategie giuridiche utilizzate per fronteggiare l’emergenza, nell’ambito di una più ampia riflessione sul rapporto tra potere politico, comunità e individuo in età moderna. I provvedimenti adottati dal governo milanese al tempo della peste di San Carlo inducono, per il loro carattere “straordinario”, a svolgere qualche considerazione di ordine complessivo sul delicato bilanciamento tra salute collettiva e libertà individuali. I rimedi adottati dalle autorità politiche per contenere il contagio tendevano, infatti, ieri come oggi, ad accentuare il controllo sulla popolazione, limitando la libertà di circolazione. L’ampio ricorso al diritto penale a scopo intimidatorio e preventivo consente, in particolare, di esaminare i risvolti penalistici delle misure di contrasto alla diffusione del contagio, che anche oggi hanno rappresentato uno dei principali temi di discussione.

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Pubblicato

2020-12-28

Fascicolo

Sezione

Altri temi (Articoli sottoposti a peer review)