La repressione della resistenza in Tripolitania nelle carte del tribunale speciale per la difesa dello stato: motivi per una ricerca in corso

Autori

  • Alessandra Bassani Università degli Studi di Milano
  • Ambra Cantoni

DOI:

https://doi.org/10.13130/2464-8914/14901

Parole chiave:

Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato; Libia; Archivio Centrale dello Stato; colonie; fascismo; giustizia politica.

Abstract

Ci si propone con questo breve intervento di indicare le linee fondamentali di una ricerca in corso sulle sentenze emesse dal 1927 al 1939 dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato in Tripolitania conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato. Mentre ormai è abbastanza chiaro quali fossero le metodologie di repressione attuate dal TSDS in Italia, la sua attività in Africa, le sue finalità e i limiti della sua capacità di intervento, sono ancora da esplorare. Tuttavia, dopo una prima ricognizione del materiale archivistico, risulta chiaro che l’esame delle sentenze di questo particolare organo giurisdizionale presuppone un approfondimento della complessa realtà coloniale, caratterizzata da frammentazioni etniche, religiose e culturali che si riflettono nelle vicende ventennali della resistenza libica contro gli Italiani. Tali frammentazioni non solo hanno reso accidentato e spesso sterile l’intervento dei colonizzatori prima ‘liberali’ e poi ‘fascisti’, ma hanno determinato dopo la conquista dell’indipendenza dello stato africano nel 1951 una sostanziale assenza di dialogo fra le storiografie europea e africana. Per questo motivo la storiografia sulla Libia è certo ricca, ma sconta difficoltà di ‘comunicazione’ dovute alle profonde differenze culturali, a partire dalla lingua araba, che hanno reso difficile il dialogo fra storici italiani e libici negli ultimi decenni dello scorso secolo.
Cercheremo qui di dare conto di ciò che è emerso da una prima ricognizione bibliografica che ha per scopo, non va dimenticato, la comprensione dell’attività giurisdizionale del TSDS in colonia. In particolare ciò che si vuole comprendere è chi fosse il nemico che i fascisti tentarono di combattere con il loro tribunale di giustizia politica, con quali strumenti lo affrontarono, quanta fosse la distanza fra il nemico reale (per quanto è possibile anche per noi comprenderlo) e il nemico costruito dalla non comprensione e dalla propaganda della Metropoli. A questo scopo l’esposizione è stata organizzata intorno a due poli: i colonizzatori e i colonizzati.

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Pubblicato

2020-12-28

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