Dalla dominazione napoleonica all’unità d’italia: limiti e innovazioni per la comunità ebraica di Mondovì

Articolo sottoposto a procedimento di peer-review

Autori

  • Ida Ferrero Università degli Studi di Torino

DOI:

https://doi.org/10.54103/2464-8914/16888

Parole chiave:

Comunità ebraica; Mondovì; Proprietà immobiliare; Archivio Ebraico Terracini; Dominio napoleonico; Unità d’Italia

Abstract

I documenti conservati presso l’Archivio Ebraico Terracini testimoniano l’evoluzione nel tempo dell’applicazione della legislazione che riguardava la vita delle comunità ebraiche. Il contributo si concentra in particolare sullo studio dei documenti notarili e processuali relativi alla proprietà della sinagoga e del cimitero ebraico nel periodo che va dalla dominazione napoleonica all’unità d’Italia. Durante il periodo napoleonico, agli ebrei residenti nei territori controllati dai francesi venne applicata la legislazione francese che aveva permesso loro di divenire proprietari immobiliari. Per questa ragione, alla Università israelitica di Mondovì fu attribuita la proprietà della parte di immobile che ospitava la sinagoga e del terreno adibito a cimitero israelitico. Dopo la Restaurazione, però, venne reintrodotto il divieto di accesso alla proprietà immobiliare per gli ebrei del Regno di Sardegna. Per questa ragione, sebbene la Comunità avesse comprato dal proprietario l’edificio della Sinagoga e avesse ottenuto dall’amministrazione francese la proprietà del terreno del cimitero, non vennero più considerati come proprietari. Dopo l’emancipazione ebraica del 1848 e con l’unità italiana, la comunità ebraica monregalese rivendicò i suoi diritti di proprietà su tali beni immobili: il mio studio mira a mostrare, attraverso l’analisi dei documenti archivistici, l’evoluzione nel tempo dell’applicazione delle regole relative all’accesso alla proprietà immobiliare per la comunità ebraica monregalese.

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Pubblicato

2021-12-22

Fascicolo

Sezione

Articoli a tema libero