Percezione e biodiversità. Riflessioni fenomenologiche per un modello relazionale

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DOI:

https://doi.org/10.54103/2039-9251/29668

Parole chiave:

biodiversity, perception, relationship, Merleau-Ponty

Abstract

Negli ultimi decenni, il concetto di biodiversità, sin dalla sua formulazione iniziale nel 1986, è diventato centrale sia nel dibattito accademico che in quello pubblico come strumento per valutare l'impatto umano sul benessere degli ambienti naturali. Di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico, questo concetto sottolinea le conseguenze delle azioni umane e promuove una migliore pratica di gestione del problema. Questo articolo propone una riflessione critica sulle premesse filosofiche alla base del concetto di biodiversità, evidenziandone i limiti e avanzando una proposta alternativa. Piuttosto che adottare un criterio di valutazione incentrato sugli individui, suggerisce di considerare i processi e le relazioni tra gli esseri viventi, adottando una prospettiva estetica, intesa come lo studio della percezione e dell'interazione con il mondo. Attraverso un'analisi della fenomenologia di Merleau-Ponty, viene proposto un nuovo modello teorico che concepisce la biodiversità come un sistema di relazioni, ridefinendo così anche l'identità degli esseri viventi. Questo approccio relazionale offre una visione più dinamica della biodiversità, con implicazioni significative per la comprensione e la gestione delle crisi ambientali contemporanee.

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Pubblicato

2025-09-03

Come citare

Martino, A. (2025). Percezione e biodiversità. Riflessioni fenomenologiche per un modello relazionale. Itinera, (29), 29–40. https://doi.org/10.54103/2039-9251/29668

Fascicolo

Sezione

Aesthetics of Biodiversity. I. Radici e modelli teorici dell’estetica della biodiversità