Radici, corpo, ascolto. L'arte come pratica per percepire la biodiversità. Conversazione con Laura Pitingaro

Autori/Autrici

DOI:

https://doi.org/10.54103/2039-9251/29692

Parole chiave:

esperienza sensoriale, ricerca artistica, coscienza ecologica, biodiversità

Abstract

In questo dialogo con l’artista Laura Pitingaro – attualmente residente a Palermo, dove svolge una pratica di ricerca all’incrocio tra arti visive ed ecologia – emergono le radici profonde di un approccio artistico che intreccia sensibilità corporea, tensione spirituale e attenzione al mondo vivente. Formatasi in pittura all’Accademia di Belle Arti di Verona e ulteriormente perfezionatasi grazie alle esperienze alla Fondazione Ratti con Anish Kapoor e Karel Appel, Pitingaro ripercorre le tappe fondamentali del suo percorso, dalle prime esplorazioni nel disegno alle più recenti installazioni site-specific e alle performance sensoriali. L’intervista indaga il ruolo dell’immaginazione, della memoria sensoriale e del corpo come strumenti di conoscenza e relazione con l’ambiente. L’arte è qui concepita come una forma di ascolto e cura, capace di dare voce alla biodiversità al di là del linguaggio scientifico. Riflettendo sul potere trasformativo dell’esperienza estetica, l’artista ci invita a riscoprire una connessione più profonda tra gli esseri umani e le altre forme di vita.

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Pubblicato

2025-09-03

Come citare

Di Stefano, E., Maggiore, V., & Pitingaro, L. (2025). Radici, corpo, ascolto. L’arte come pratica per percepire la biodiversità. Conversazione con Laura Pitingaro. Itinera, (29), 273–282. https://doi.org/10.54103/2039-9251/29692