La muffa suona. Suono, natura e tecnologia

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DOI:

https://doi.org/10.54103/2039-9251/29704

Abstract

Questo articolo indaga il ruolo del suono come strumento per ripensare i rapporti tra natura, cultura e tecnologia, mettendo in discussione la tradizionale dicotomia moderna che li separa. Partendo dalle riflessioni di R. Murray Schafer sul paesaggio sonoro e dall'approccio acustemologico di Steven Feld, il suono viene considerato una forma di conoscenza ecologica e multispecie, capace di costruire relazioni tra esseri umani e non umani. Inq questa cornice teorica si inseriscono le pratiche artistiche di sonificazione, che rendono udibili fenomeni biologici altrimenti invisibili, trasformandi dati  e segnali vitali in esperienza estetica e conoscitiva. IL casto studio dell'artista e ricercatore Eduardo Reck Miranda, che sperimenta con la muffa Physarum polycephalum e con sistemi di intelligenza artificiale, mostra come organismi viventi possano diventare agenti compositivi all'interno di un dialogo sonoro con l'umano. Attraverso biomemristori e il dispositivo Phy-Box, la muffa diventa parte di un sistema musicale ibrido, aprendo a una riflessione più ampia sulla possibilità di una musica post-antropocentrica. Ne emerge un'ecologia dell'ascolto che vede il suono come pratica epistemica, relazionale e intermediale, capace di rafforzare la nostra coabitazione con il mondo naturale.

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Pubblicato

2025-09-03

Come citare

Sciarretta, C. (2025). La muffa suona. Suono, natura e tecnologia. Itinera, (29), 414–431. https://doi.org/10.54103/2039-9251/29704