Arte e IA: una tassonomia provvisoria
DOI:
https://doi.org/10.54103/2039-9251/32592Parole chiave:
Tassonomia provvisoria, interazioni uomo-macchina, arte generativa basata sull’intelligenza artificialeAbstract
Il presente articolo affronta la necessità di una maggiore chiarezza terminologica nel campo, ancora in evoluzione, delle pratiche artistiche mediate dall’intelligenza artificiale. Propone una tassonomia provvisoria intesa non come classificazione definitiva, ma come quadro analitico di orientamento che stabilizzi i termini chiave, scartando al contempo quelli che generano confusione concettuale. La discussione contribuisce a uno sforzo più ampio volto ad andare oltre le descrizioni attributive dell’intelligenza artificiale – in particolare quelle che cercano di valutare se l’IA sia creativa o se possa essere considerata un autore artificiale – e la colloca invece all’interno delle dinamiche relazionali e dei contesti concreti del suo utilizzo. Contro la nozione diffusa di «arte realizzata dall’IA», sostengo che tale concezione sia perpetuata dall’uso di determinati termini comunemente impiegati per descrivere l’arte mediata dall’IA, che sono invece sempre il risultato di complesse forme di interazione uomo-macchina. Innanzitutto, viene messo in discussione il concetto di «arte artificiale», poiché suggerisce in modo fuorviante una forma di paternità non umana alla luce di una dicotomia naturale/artificiale mal definita e instabile. Il saggio adotta invece «arte dell’IA» come termine generico, inteso non come arte prodotta dall’intelligenza artificiale, ma come un insieme di pratiche artistiche in cui i sistemi di IA svolgono un ruolo costitutivo sia nel processo di produzione sia nella determinazione delle caratteristiche salienti dell’opera d’arte. Particolare attenzione viene dedicata all’arte generativa basata sull’intelligenza artificiale, intesa in questo contesto come un genere artistico specifico fondato sulla produzione artistica assistita da sistemi generativi, concepiti non come semplici strumenti né come collaboratori creativi, ma come entità che manifestano una forma di autonomia funzionale all’interno del processo produttivo.
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