La defunzionalizzazione e il riuso delle fortificazioni ellenistiche nella prima età imperiale: il caso della provincia d’Asia

  • Daniele Capuzzo Università degli Studi di Milano
Parole chiave: Asia Minor, fortificazioni ellenistiche, defunzionalizzazione, pax romana, porta monumentale

Abstract

Fin dai primi anni del IV secolo a.C. la maggior parte delle città dell’Asia Minor poté contare su imponenti fortificazioni. La politica di pacificazione e controllo promossa da Augusto le rese però progressivamente inutili e le energie, prima rivolte alla progettazione delle opere difensive, furono indirizzate verso nuovi programmi architettonici. In questo clima di pace le mura già esistenti vennero presto abbandonate, cadendo così in rovina; inoltre i centri che crebbero e si svilupparono in età imperiale ritennero di non aver bisogno di alcun sistema difensivo e decisero quindi di non edificarne di nuovi. Nonostante ciò, la funzione simbolica prima rappresentata dall’intero circuito murario fu mantenuta attraverso la realizzazione di sfarzosi ingressi monumentali.

Biografia autore

Daniele Capuzzo, Università degli Studi di Milano
Daniele Capuzzo ha conseguito il Diploma di Specializzazione in Archeologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2012. Dal 2005 fa parte dell’equipe di ricerca impegnata presso il sito di Gortina (Creta) sotto la direzione del Prof. Giorgio Bejor. Dal 2008 collabora con la Missione Archeologica Italiana di Kyme Eolica – MAIKE in Turchia. Si interessa di urbanistica del mondo greco e romano, con particolare attenzione agli edifici termali e teatrali dell’area attico-peloponnesiaca e all’evoluzione architettonica delle fortificazioni ellenistiche in ambito anatolico. Si occupa inoltre dello studio di lucerne romane e bizantine.
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