Villa Adriana. Da rovina a patrimonio dell'UNESCO

Autors/ores

  • Zaccaria Mari Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio

DOI:

https://doi.org/10.13130/2035-4797/1258

Paraules clau:

villa adriana, scavo, palcoscenico, attività culturali

Resum

Lungi dall’essere stata completamente studiata, Villa Adriana è oggetto di continui lavori di scavo, di restauro e di ricerca, che sono continuati senza soluzione di continuità sin dalla sua scoperta. Un terzo circa dell’enorme area coperta dalla villa attende anzi ancora di essere debitamente esplorata, mentre il suo scenario si presta a fare da palcoscenico per iniziative culturali di grande valore.

Descàrregues

Les dades de descàrrega encara no estan disponibles.

Biografia de l'autor/a

Zaccaria Mari, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio

Funzionario archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, si occupa della tutela nel territorio tiburtino-prenestino e sabino ed è Coordinatore della Comunicazione. Ha condotto scavi a Tivoli e nella valle dell’Aniene (ville di Nerone a Subiaco e di Traiano ad Arcinazzo Romano), si occupa di Musei Civici e recupero di siti archeologici; attualmente conduce importanti programmi di ricerca a Villa Adriana (Antinoeion, c.d. Palestra). Si interessa prevalentemente di topografia di età preromana e romana, con particolare riguardo ai temi del popolamento, della villa, degli acquedotti e all’edizione di monumenti. Membro del Consiglo Direttivo della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, è redattore della rivista “Atti e Memorie”.

Descàrregues

Publicades

2011-07-27

Com citar

Mari, Z. (2011). Villa Adriana. Da rovina a patrimonio dell’UNESCO. LANX. Rivista Della Scuola Di Specializzazione in Beni Archeologici - Università Degli Studi Di Milano, (7), pp. 153–171. https://doi.org/10.13130/2035-4797/1258

Número

Secció

SCENE DI ROMA ANTICA. Evoluzione di un progetto. A cura di R. De Berti, E. Gagetti, F. Slavazzi. I parte