Ligurno e Angera: due necropoli varesine a confronto
DOI:
https://doi.org/10.54103/2035-4797/30377Paraules clau:
Ligurno; Angera; necropoli; Varese; Ottocento; MuseoResum
Si presenta un sintetico e semplificato sguardo d’insieme della necropoli di Ligurno (Cantello), vicino a Varese, portata alla luce nel 1872 dal parroco, Paolo Bergonzoli. Si evidenziano punti di convergenza, analogie e differenze tra la storia di Ligurno e quella di Angera: lo stesso periodo, le personalità coinvolte, il comune patrimonio di materiali. Disponiamo di cospicue testimonianze scritte riguardo alla necropoli di Ligurno, che però dopo un periodo di gloria, è stata ignorata, mai studiata e pubblicata. Essa è costituita da tombe a cremazione e inumazione, databili tra l’età augustea e la seconda metà del IV sec. d.C. I reperti sono conservati al Museo Civico Archeologico di Villa Mirabello di Varese, donati dal Bergonzoli. Si tratta di un numero rilevante e vario: vasi di ceramica, oggetti di bronzo e di ferro, armille, fibule, un anello, vetri, lucerne, chiodi, monete. Spicca l’unico esemplare intero in Lombardia di coppa in terra sigillata africana, decorata a rilievo applicato, della forma Hayes 53A della produzione C3 (circa 350-430 d.C. e oltre).
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