I SEGNI IN SCENA OVVERO LA POSTERITÀ DI CHARLES-MICHEL DE L’ÉPÉE NEL TEATRO ITALIANO DELL’OTTOCENTO

  • Aldo Roma

Abstract

Questo contributo discute la ricezione italiana dell’Abbé de l’Épée (1799), commedia storica di Jean-Nicolas Bouilly incentrata sulla figura di Charles-Michel de l’Épée, primo celebre educatore dei sordi. Si darà conto della sua pressoché ininterrotta fortuna scenica ed editoriale nell’Italia della prima metà dell’Ottocento, e si presenteranno le principali traduzioni della pièce e i sequel editi e inediti che essa suscitò. Attraverso l’analisi dei paratesti, si rifletterà infine sulle modalità e le funzioni della scelta di Bouilly di adottare una sorta di “protolingua” dei segni come codice distintivo nella rappresentazione della sordità.

 

Signs on stage or the posterity of Charles-Michel de l’Épée in nineteenth century Italian theatre  

This paper examines the nineteenth-century Italian reception of L’Abbé de l’Épée (1799), a historical comedy by Jean-Nicolas Bouilly about Charles-Michel de l’Épée, the first well-known educator of deaf people. Presenting the principle Italian translations and the published and unpublished sequels of the play, this study takes into account its almost uninterrupted presence on stage and in the editorial context of the period. By analyzing the paratexts, the essay discusses the modalities and functions of Bouilly’s choice of adopting a sort of proto-sign language as a distinctive codex in the representation of deafness.

Pubblicato
2020-01-18
Sezione
LINGUISTICA E STORIA DELLA LINGUA ITALIANA