“OGNI PERSONA È LINGUISTICAMENTE UNA CITTÀ DI MARE”: FRA LINGUE, VITA E NARRAZIONE: LE AUTOBIOGRAFIE LINGUISTICHE DEI DOCENTI”

Autori

  • Cristina Fraccaro
  • Antonella Strazzari

DOI:

https://doi.org/10.13130/2037-3597/15001

Abstract

Oltre venti autobiografie linguistiche elaborate, senza indicazioni vincolanti, da operatori e insegnanti italiani dei tre ordini scolastici sono esaminate, oltre che in relazione a tempi e modalità della scrittura, nei loro contenuti salienti, che vengono presentati e commentati per ambiti tematici. Il dialetto, ad esempio, è preminente, lingua di radici e legami affettivi, come lo è di fatto una lingua madre. L’italiano: plurimo, vi sono più italiani e quello della scolarità segna la cesura fra scuola e vita, una dicotomia che accompagna il percorso di apprendimento delle lingue, per il quale le esperienze al di fuori del contesto istituzionale di insegnamento – del quale i racconti ci consegnano un ritratto sostanzialmente negativo –  sono in definitiva le più efficaci, come lo possono essere del resto anche la personalità e l’atteggiamento di apertura, anche culturale, di un docente. Nelle autobiografie linguistiche, allo sguardo su di sé come appassionato e/o apprendente, di L1, LS, Lingue classiche si affianca solo in pochi casi una riflessione su di sé come insegnante: sembra quasi che gli autori siano totalmente assorbiti dalla (ri)scoperta dei propri vissuti, che diventa il fulcro della narrazione di sé a partire dalle lingue. Chi non si narra come docente ha comunque compiuto, secondo le autrici, un percorso di elaborazione che non potrà che avere ricadute positive sulla propria docenza, fosse anche “solo” per il fatto di essersi ripensati come apprendenti. Dalle narrazioni emerge la consapevolezza di “essere” un mondo/patrimonio linguistico, inteso come rete in cui si intrecciano anche sole parole o suoni dal potere evocativo, oltre che lingue conosciute, desiderate, studiate, dialetti ed altro; la lingua è contemporaneamente frutto di sostrati e organismo aperto a spazi e culture altre; è un mondo da indagare all’infinito per esprimere al meglio se stessi; è una risorsa quando diventa letteratura.

 

“Every person is a sea town unto themself linguistically”. Language, life and narration: the linguistic autobiographies of teachers

More than twenty language autobiographies drafted by Italian educators and teachers of the three school orders are presented. When asked to write, the authors were not given limiting instructions. The autobiographies are examined in terms of the timing and writing styles as well as their main content, organized and discussed according to subject areas. For example, dialect has proven to be the dominant language, because it linked to one’s roots and conveys emotional ties; it is a mother tongue. The Italian language is in reality multiple, there is more than one “Italian”, i.e. the Italian taught at school and that used outside school are different, highlighting the break between education and life. This dichotomy would characterize any language learning process, so that the experience outside an institutional teaching context – widely represented as negative in our stories- is ultimately the most effective. To be sure, the teacher’s personality plays a significant role in facilitating or hindering the language learning process at school. In these language autobiographies the writers reflect on their attitude towards language as lovers and/or learners of L1, LS, Classic languages. Only in a few cases do we find reflections by the authors as teachers: they seem totally and exclusively absorbed in the (re)discovery of their own past experience, which becomes the focal point of their narration about themselves, when the starting point is language. However, those who do not narrate as teachers reconsidered themselves as learners, which can have a positive impact on their teaching. Each writer becomes aware of being a “linguistic world” in themself, a network in which different languages (known, desired, studied, heard), dialects but also single powerful evocative words or sounds intertwine. Language is a living organism, deeply rooted in personal experience and projected towards other worlds and cultures. It is a universe to be continuously investigated, in order to best express ourselves, a treasure when it becomes literature.

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Pubblicato

2021-01-24

Fascicolo

Sezione

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